PILLOLE DI GOLF/326: DOPO TREDICI MESI SI TORNA A GIOCARE UN MAJOR

Elite mondiale a confronto nell’US Championship: vince l’emergente Morikawa
SAN FRANCISCO (USA) – Torna un major dopo tredici mesi! L’élite mondiale a confronto nel primo major stagionale.
Si riparte con l’US PGA Championship, la 102ª edizione. il primo Major, l’Open Championship, era saltato, per la prima volta dal 1945. Era stato l’ultimo a essere disputato nel luglio dello scorso anno, con il titolo andato a Shane Lowry, poi l’emergenza sanitaria ha sconvolto i programmi. Dopo di questo sarà la volta dell’US Open e dal Masters.
Si gioca al TPC Harding Park (par 70) di San Francisco in California. In campo, a porte chiuse, ci sono tutti i migliori giocatori del mondo con le sole defezioni dei due amici Francesco Molinari e Lee Westwood. Justin Thomas è proteso a difendere il trono mondiale conquistato con il successo di domenica 2 agosto nel WGC Fedex St. Jude Invitational, ed è teso a conseguire il quarto alloro stagionale, e il secondo in un major, anche se sa che “vincere una volta è già difficile, figuriamoci due”, ma che “è molto stimolante competere con tanti grandi campioni”.
Alle sue spalle nel ranking c’è Jon Rahm, appena spodestato, poi ci sono Rory McIlroy, Webb Simpson e Dustin Johnson, tutti in grado d’impadronirsi del successo, di divenire numero uno. Grande attesa c’è anche per Tiger Woods e Brooks Koepka. Il primo, ha vinto il torneo per quattro volte, l’ultima nel 2007, ora ha un triplo obiettivo: conquistare il quinto titolo per agganciare Walter Hagen e Jack Nicklaus, arrivare a quota 16 nei major sul palmarès, e staccarsi da Sam Snead con il quale condivide il primato di 82 titoli.
Brooks Koepka, campione uscente, che ha perso il WGC nelle ultime battute, è piuttosto tonico come non si vedeva da tempo, punta a traguardi prestigiosi: imporsi per la terza volta consecutiva nell’US PGA Championship uguagliando l’impresa di Peter Thomson, tre major di fila (The Open, 1954-1956). Un pensiero al gradino più alto del podio lo fa sicuramente anche Jordan Spieth, che con il successo completerebbe il Grande Slam emulando Gene Sarazen, Ben Hogan, Gary Player, Jack Nicklaus e Tiger Woods. Il problema è che il 27enne texano di Dallas non vince dal 2017 e non attraversa certo un periodo felice.
Il montepremi è di ben undici milioni di dollari con prima moneta di 1.980.000.
Sorprese e qualche big in affanno nel giro iniziale del primo Major di questa stagione, segnata dall’emergenza sanitaria. Conquista il vertice con 65 (-5) colpi Jason Day, insieme a un Brendon Todd in ottima forma. Si profila una classifica un po’ anomala, in cui si trovano al terzo posto con 66 (-4) ben nove concorrenti, tra i quali Brooks Koepka, campione in carica. Buono l’inizio di Tiger Woods, 20° con 68 (-2), insieme a Bryson DeChambeau, Patrick Reed e Adam Scott. Quest’ultimo ha ripreso l’attività dopo una sorta di lockdown più lungo, che si era auto imposto. In difficoltà Justin Thomas, 68°, si è preso un colpo di penalità alla buca 7 per palla persa. Non hanno, comunque brillato, i quattro giocatori che possono detronizzarlo con un successo: Dustin Johnson è al 33° posto, Jon Rahm e Rory McIlroy al 48°, e Webb Simpson affianca Thomas.
Jason Day, 32enne australiano di Beaudesert (Queensland), 12 titoli compresi un US PGA Championship e due WGC, ex numero uno mondiale, è anche lui condizionato da problemi alla schiena; ha segnato cinque birdie senza bogey, realizzando il punteggio personale più basso in un major nel turno d’apertura. Brendon Todd, 35enne di Pittsburgh (Pennsylvania), con tre successi, ha tenuto il passo dell’avversario. Tiger Woods si è espresso con cinque birdie e tre bogey ed è apparso abbastanza soddisfatto: “Ho commesso qualche errore evitabile – ha detto – ma nel complesso è stato un avvio positivo”.
Ancora una sorpresa nell’US PGA Championship: per la prima volta nella storia è un cinese al comando di un Major. Haotong Li, 25enne di Hanan, ha preso due colpi di vantaggio su Brooks Koepka, campione in carica. Ha segnato cinque birdie senza bogey, risalendo dalla 12ª piazza, e realizzando il suo score personale più basso su 36 buche nel PGA Tour. Ha buone prospettive di essere il primo della sua nazione a vincere un Major perché, dando credito alla cabala, dal 2000 ben 12 giocatori leader a metà corsa ci sono riusciti.
Note poco lusinghiere per Tiger Woods, da 20° a 44° e per Justin Thomas, 60°, che ha evitato di misura il taglio insieme a Jordan Spieth e a Patrick Cantlay. Thomas, tornato numero uno mondiale la scorsa settimana, deve ora avere qualche timore per la sua fresca corona, perché i quattro giocatori che possono detronizzarlo con una vittoria hanno tutti guadagnato posizioni.
Per un solo colpo è uscito Rickie Fowler (142, +2), la sua serie di tagli superati in un major si è fermata a 14. Stessa sorte per Martin Kaymer, travolto da un 82 (+12), e per Sergio Garcia (+6).
Nel terzo giro Dustin Johnson, 36enne del South Carolina attacca, e conquista la leadership; ha un’andatura sottolineata da qualche sbavatura (un bogey e un doppio bogey), ma resa efficace da otto birdie. Sale al vertice con 201 (-9). Justin Thomas risale dal 60° al 34° posto. Ha perso due posizioni Brooks Koepka, quarto a due colpi, ma sono rimaste intatte le sue possibilità di assicurarsi il torneo per la terza volta consecutiva, ed emulare Walter Hagen a cui l’impresa nell’US PGA Championship è riuscita 94 anni addietro. Un 73 (+3) di giornata fa svanire il sogno di Haotong Li, di divenire il primo cinese a conquistare un Major. Continua la deludente prestazione di Rory McIlroy, 43° con 210 (par), e di Tiger Woods, da 44° da 59°, che ha messo insieme due birdie e quattro bogey per il parziale di 72 (+2). In caduta libera Jordan Spieth, 78°, con il parziale di 72 (+2), dovuto a due birdie e quattro bogey. In caduta libera Jordan Spieth, 78°.
Collin Morikawa, nel giro di chiusura ha offerto momenti di magia. Durante il round finale ha girato un impensabile 64: dopo un perfetto tee shot alla 16, ha realizzato l’eagle, che ha significato il trionfo. Non male la prova di Tiger Woods, ha avuto una grande giornata di put, e ha portato allo score cinque birdie, ha chiuso -3. Vorremmo tutti ritrovarlo alla sua potenza, ma la strada è lunga. Altra bella corsa ha fatto Byeong Hun An, coreano di Seoul, con 6 birdie e un eagle, un asso. Ha preso la mira precisa sull’undicesima buca da 173 metri, attirando applausi da volontari e concorrenti. Esaltante la gioia di Collin Morikawa, 23enne americano oriundo giapponese, diventato professionista solo lo scorso anno. Vince il P.G.A. Championship, il primo grande torneo da quando la pandemia ha bloccato il mondo. Mette in tasca circa 2 milioni di dollari.
Paolo Pilla


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